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Synthwave&Electro Swing

Due generi, una stessa ossessione: rubare il passato e farlo ballare oggi. YOMIKY vive esattamente in quel corto circuito — sintetizzatori del 1985, fiati del 1925, neon ovunque.

Capitolo 01

Cos'è la Synthwave

La synthwave (a volte retrowave o outrun) è un genere elettronico nato a metà anni 2000 che ricostruisce il suono degli anni '80: colonne sonore di John Carpenter, Tangerine Dream, Giorgio Moroder, le sigle dei poliziotteschi tipo Miami Vice e il pop levigato del Tokyo della bubble economy.

Strumenti chiave: sintetizzatori analogici (Juno-60, Jupiter-8, DX7), drum machine LinnDrum e Roland TR-707, gated reverb sul rullante, basso slap, sax tenore, pad enormi.

Estetica: griglie neon prospettiche, tramonti viola/magenta, Lamborghini Countach, VHS tracking, font cromati. Riferimenti cinema: Drive, Blade Runner, Stranger Things, Akira.

Artisti da cui partire: Kavinsky, The Midnight, FM-84, Carpenter Brut (lato dark/horror), Mitch Murder, Com Truise.

Capitolo 02

Cos'è l'Electro Swing

L'electro swing nasce a fine anni '90 / inizio 2000 fondendo lo swing e il jazz degli anni '20-'40 con house, breakbeat, hip hop e club music. È l'equivalente sonoro di un cabaret berlinese che si trasferisce dentro un rave.

Come suona: campioni di 78 giri originali (Cab Calloway, Django Reinhardt, Ella Fitzgerald), fiati live (tromba con sordina, clarinetto, sax), contrabbasso pizzicato, e sotto un kick in 4/4 o uno shuffle elettronico. Il tempo sta spesso tra 110 e 128 BPM.

Estetica: Art Déco + glitch, Gatsby al neon, monocoli e cuffie audio, tip tap incrociato con breakdance.

Artisti chiave: Parov Stelar (austriaco, considerato il padrino del genere), Caravan Palace, Caro Emerald, Tape Five, Wolfgang Lohr, The Correspondents.

Capitolo 03

Dove si incontrano

Synthwave ed electro swing condividono lo stesso vizio: citare epoche pre-internet con la tecnologia di oggi. Una guarda al 1985, l'altra al 1925, ma entrambe usano sampling, sidechain compression e DAW moderni per costruire qualcosa che sembri ricordato più che composto.

È esattamente la zona in cui si muove YOMIKY: arpeggi DX7 che incontrano fiati campionati, drum machine LinnDrum sotto un walking bass, kanji e Art Déco nello stesso frame.

La terza radice è il city pop giapponese: il pop urbano di Tokyo degli anni '70-'80 da cui arrivano gli accordi e la luce del sound di YOMIKY. Leggi la guida al city pop →

La quarta radice è la pista: dance, house e techno, la cassa in quattro quarti che tiene insieme tutto. Leggi la guida a dance, house e techno →